La cucina di Innistrad

Tibalt diede un morso a un pezzo di pane indurito e pensò alla terra natia mentre lo masticava. Innistrad era un campo di giochi gotico con una scala gerarchica ben precisa: i mostri dettavano legge e gli umani giustamente si rintanavano nelle loro abitazioni, indossando cappelli fuori moda e pregando di essere salvati.

I vampiri occupano i vertici dell’ordine sociale, subito dopo i diavoli, naturalmente. La minaccia zannuta di nome Sorin Markov si atteggiava a Signore di Innistrad perché aveva “salvato” gli umani. Tibalt arricciò il naso e diede un altro morso, infastidito. Se c’era una vera celebrità su questo piano, era lui, Tibalt. Era la canaglia che sapeva tutto di tutti e ovunque, da Thraben a Stensia. Tutti sottolineavano sempre l’aspetto “doloroso” della sua magia, ma convenientemente dimenticavano quello “empatico”. Era un diavolo sensibile, dopotutto. Adorava tuffarsi a fondo nelle emozioni altrui per scoprire gli scandali più succosi.

Tibalt riteneva che le dicerie fossero come delle caramelle da assaporare. Aveva saputo dove si trovava l’arcangelo Avacyn anni prima che Liliana arrivasse a guastare la festa. Era stato lui a scoprire gli indizi arcani giusti, ben prima che Jace si imbattesse nella Relittopoli. Sapeva che i regali vampiri Edgar e Olivia si sarebbero sposati prima ancora di loro! Ed è l’unico a sapere cosa sta combinando Emrakul all’interno della luna d’argento. Si accasciò demoralizzato. Ma chi gli avrebbe creduto? Nessuno credeva mai al povero Tibalt.

Unitevi a Tibalt, che può condividere informazioni interessanti sui nomi più scottanti della storia di Innistrad. Sorin sarà anche il Rampollo del Rancore, ma Tibalt sarà sempre la Più Grande delle Malelingue, e ha tè e pettegolezzi in abbondanza per tutti.